World Cup Lead 2006: vittoria di Patxi Usobiaga e Angela Eiter

Il 19/11 nella decima e ultima tappa di Kranj (SLO), Patxi Usobiaga (ESP) e Angela Eiter (AUT) hanno conquistato la Coppa del Mondo Difficoltà 2006. La tappa è stata vinta da David Lama (AUT) e Maja Vidmar (SLO).

La classicissima ultima tappa di Kranj ha dato il suo responso: Patxi Usobiaga e Angela Eiter sono i vincitori della Coppa del Mondo Lead 2006. Lo spagnolo centra così la sua prima vittoria del Trofeo della difficoltà, mentre per la Eiter, beh per la piccola austriaca si tratta della terza World Cup vinta senza interruzione: un tris che parla da sé. Come non lascia dubbi la vittoria di tappa per David Lama. In questa decima e ultima tappa, lo scatenato 16enne tibentano/austraco, al suo primo anno tra i bigs mondiali, ha conquistato la terza vittoria parziale nella Coppa 2006 (la seconda consecutiva dopo Penne) nonché il secondo posto nella classifica generale. Niente male come biglietto da visita per il “climber del futuro” che facendo “bingo” a Kranj ha recuperato 3 posti in classifica superando nell’ordine Verhoeven, Puigblanque, nonché Flavio Crespi e Tomasz Mrazek, usciti entrambi nella semifinale di Kranj con il 13¡ posto di tappa e con il bronzo (sempre pari merito) nella classifica di Coppa.

Tra le donne l’ultimo step ha premiato Maja Vidmar, una delle atlete slovene più promettenti, che nello “stadio” di casa ha ritrovato tutta la motivazione e la grinta necessarie per battere la Eiter. Dopo il secondo turno di gara, con il punteggio pieno di due top ciascuna, le due erano in perfetta parità. Poi, in finale, è stata Maja ad andare più in alto superando la rivale di due prese… Un bel successo di tappa per la Vidmar ma anche la dimostrazione della sua tenuta in un finale dove era necessario mantenere i nervi saldi, una cosa che non le era riuscita nell’ultimo Rock Master di Arco. Brava Maja!

Da segnalare anche il bel 3° posto di Natalija Gros, altra big slovena (che ha tenuto fede alla tradizione che vede sempre a Kranj una buona prestazione di squadra per le atlete slovene), ma anche il 4° posto di Sandrine Levet che si conferma incontrastata seconda nella classifica di Coppa seguita al 3° (sempre in classifica generale) dalla connazionale Caroline Ciavaldini, e poi nell’ordine dal magnifico tridente sloveno Maja Vidmar (4°), Natalija Gros (5°) e Mina Markovic (6°). Una prestazione di squadra completata con il 10¡ posto di Lucka Franko: 4 atlete nei primi dieci posti del “torneo” sono un notevole risultato che lanciano la squadra Slovenia nel futuro.

Detto dello sprint sloveno di David Lama, c’è ancora da aggiungere che la sua vittoria di Kranj è maturata tutta in finale (nel secondo turno non aveva raggiunto il top) quando ha bruciato per due prese (o giù di lì) lo svizzero Cedric Lachat (2°). Mentre l’olandese Jorg Verhoeven conquista il gradino più basso della gara grazie ai due top accumulati in qualificazione e in semifinale che lo spareggiano da Ramon Julien Puigblanque (5°) caduto nell’ultima via alla sua stessa presa. Insomma, ancora una volta Puigblanque dimostra di non avere la fortuna dalla sua visto che con questo 4¡ posto di tappa perde il gradino più basso del podio di Coppa per soli 5 punti. Così è però, questa è la gara. E così è anche per Flavio Crespi incappato a Kranj nella sua peggior prestazione stagionale come del resto Tomas Mrazek: erano pari merito prima di Kranj, restano pari merito dopo: entrambi terzi nella classifica di Coppa con il rimpianto di aver perso una posizione.

Del resto un podio mondiale (anche se il più basso) non si butta via, anzi: Crespi resta il miglior italiano e uno dei migliori al mondo non scordiamo che nelle due ultime stagioni può vantare la vittoria di Coppa (2005) e questo 3° posto. A proposito di italiani, poi, è d’obbligo citare (in maiuscolo) la prova di Luca Zardini che, ancora una volta è entrato in una finale (tra l’altro in una gara dove la tensione e la posta in palio era molto alta). Non si sa ancora se per il cortinese questo è stato l’addio al circuito mondiale, noi tutti speriamo di no; vedremo se la passione continuerà ad essere più forte di tutto, in ogni caso: grazie Luca!.
Resta da dire della Coppa a squadre (maschile e femminile) vinta dalla Francia davanti all’Austria (2°) e alla Slovenia (3°) seguono nell’ordine: Spagna, Svizzera e Italia.

Prima di chiudere una curiosità: avevamo segnalato dopo la penultima gara di Penne che Kilian Fischhuber (il campione del boulder) era sceso in campo anche nella difficoltà arrivando 14°; a Kranj, Kilian è arrivato 6°¡… Che vorrà dire? Niente probabilmente, ma era per chiudere con un quesito nell’attesa del Tour mondiale 2007….

Classifica maschile Kranj
1. Lama David AUT
2. Lachat Cédric SUI
3. Verhoeven Jorg NED
4. Usobiaga Patxi ESP
5. Puigblanque Ramon Julien ESP
6. Fischhuber Kilian AUT
7. MarinGarcia Eduard ESP
8. Zardini Luca ITA
9. McColl Sean CAN
10. Winkler Daniel SUI
11. Stranik Martin CZE
12. Bindhammer Christian GER
13. Crespi Flavio ITA
13. Millet Sylvain FRA
13. Mrazek Tomas CZE
16. Midtboe Magnus NOR
17. Sova Matej SLO
18. Kuess Mario AUT
19. Droetto Fabrizio ITA
20. Vander Werf Roman NED

Classifica femminile Kranj
1. Vidmar Maja SLO
2. Eiter Angela AUT
3. Gros Natalija SLO
4. Levet Sandrine FRA
5. Durif Charlotte FRA
6. Saurwein Katharina AUT
7. Markovic Mina SLO
8. Franko Lucka SLO
9. Malamid Evgenia RUS
10. Ciavaldini Caroline FRA
11. Chereshneva Yana RUS
12. Cufar Martina SLO
13. Eyer Alexandra SUI
14. Bacher Barbara AUT
15. Caprez Nina SUI
16. Gosar Asja SLO
17. Stendal LinnKarin NOR
18. Anda Irati ESP
19. Schranz Christine AUT
20. Lavarda Jenny ITA

Classifica Finale World Cup Lead 2006
maschile

1. Usobiaga Patxi ESP 619.00
2. Lama David AUT 548.00
3. Crespi Flavio ITA 533.00
3. Mrazek Tomas CZE 533.00
5. Puigblanque Ramon Julien ESP 528.00
6. Verhoeven Jorg NED 524.00
7. Marin Garcia Eduard ESP 452.00
8. Lachat Cédric SUI 386.00
9. Millet Sylvain FRA 357.00
10. Winkler Daniel SUI 316.00
11. Preußler Timo GER 248.00
12. Bindhammer Christian GER 214.00
13. Fuselier Mickael FRA 213.00
14. Dugit Fabien FRA 173.00
15. Zardini Luca ITA 168.00

femminile
1. Eiter Angela AUT 845.00
2. Levet Sandrine FRA 655.00
3. Ciavaldini Caroline FRA 573.00
4. Vidmar Maja SLO 561.00
5. Gros Natalija SLO 559.00
6. Markovic Mina SLO 407.00
7. Durif Charlotte FRA 395.00
8. Bacher Barbara AUT 309.00
9. Kobayashi Yuka JPN 237.00
10. Franko Lucka SLO 224.00
11. Chereshneva Yana RUS 213.00
12. Lavarda Jenny ITA 176.00
13. Saurwein Katharina AUT 169.00
14. Pinet Florence FRA 127.00
15. Sarkany Muriel BEL 119.00

www.worldcupkranj.com
KRANJ (SLO)
18-19 novembre 2006
DECIMA E ULTIMA PROVA DELLA
COPPA DEL MONDO LEAD


Patxi Usobiaga e Angela Eiter
foto Giulio Malfer

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ROVERETO BOULDERING WORLD CUP 2006 – conto alla rovescia

Tra pochi giorni inizia la tracciatura delle vie al Palazzetto dello Sport di Rovereto. I primi nomi degli atleti che, dal 12 al 14 maggio 2006, scenderanno in campo a Rovereto per la 3a tappa della Coppa del Mondo di Boulder.




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WORLD CUP ROVERETO I COLORI DEL BOULDER

E’ proprio come vi abbiamo anticipato: a Rovereto ci sarà una struttura tutta colorata come la musica reagge. Un boulder festoso e stellare che partirà idealmente dal Melloblocco e che avrà come fulcro il Palazzetto dello Sport di Rovereto per poi espandersi e coinvolgere tutta la cittadina trentina. Compreso il vicinissimo Museo del MART dove, venerd“, si terranno i lavori di ÒBorn to climbÓ, il primo convegno europeo dedicato all’arrampicata come metodo pedagogico e di cura. Il tutto è stato confermato oggi nella conferenza stampa di presentazione della manifestazione alla presenza dell’Assessore all’Agricoltura della Provincia Autonoma di Trento Tiziano Mellarini, del vicesindaco di Rovereto Christian Sala, e del vice direttore APT Trentino.

Dal 12 al 14 maggio, dunque, Rovereto ospiterà non solo il boulder dei super atleti della World Cup, ma anche una proposta complessiva per valorizzare gli specifici valori dell’arrampicata. Ciò, sia attraverso il convegno “Born to climb” di venerd“, nel quale verranno presentati per la prima volta una serie di lavori ed esperienze sul campo che comprovano l’altissima valenza pedagogica e curativa di questa attività sportiva. Ma anche, domenica 14 maggio, con il “Parassiti Block”, il meeting-boulder aperto a tutti che ribadirà le caratteristiche “festose e aggreganti” di questo sport-passione.

Sul fronte della gara e degli atleti c’è da segnalare che tutti i migliori saranno in campo. Dall’austriaco Kilian Fischhuber, vincitore della Coppa del Mondo Boulder 2005 e attualmente al comando del circuito 2006, al suo più diretto inseguitore il francese Jerome Meyer. Per continuare, naturalmente, con i nostri Christian Core e Gabriele Moroni, attesi ad una grande prova. Come del resto ci si attende da Stefano Ghidini, l’atleta di casa e vincitore della Coppa Italia Boulder 2005. Ma anche dagli altri della pattuglia azzurra: Lucas Preti, Paolo Leoncini, Luca Giupponi, Michele Caminati e (la gradita “sopresa”) di Alberto Gnerro. Da segnalare, poi, la nutritissima batteria francese (in tutto 14 atleti) e l’arrivo in forze dei britannici con Andrew Earl, Martin Smith, Mark Croxall, Gareth Parry e Tom Sugden, e, naturalmente, dei veterani Serik Kazbekov e Salavat Rakmethov. C’è poi da dire che sarà della partita anche il campione della difficoltà Tomasz Mrazek ma anche l’olandese Jorg Verhoeven pure lui impegnato (con bei risultati) anche nella World Cup difficoltà. Ma sono attese (e sussurrate) anche altre “novità”, si spera anche azzurre…

Tra le donne, naturalmente ci sarà la grande favorita Olga Bibik, vincitrice delle prime due tappe. Dovrà vedersela con le francesi Melanie Son (alla ricerca di riscatto dopo la prova opaca in Bulgaria) e Juliette Danon. Ma anche con l’austriaca Anna Stöhr, attuale terza in classifica. Mentre non risulta ancora iscritta quella che è la diretta inseguitrice della Bibik, l’ucraina Olha Shalagina. Ci sarà, invece, per il suo esordio stagionale l’ucraina Natalia Perlova, amica-rivale di Olga da sempre. E ci saranno per l’Italia: Jenny Lavarda, Stefania De Grandi, Roberta Longo e Claudia Battaglia. Infine, scenderanno in campo anche la super campionessa della difficoltà Angela Eiter (come nella precedente tappa dove è arrivata 5a) e la specialista della difficoltà slovena Natalija Gross.

Intanto, la struttura sta prendendo forma e già da luned“ Laurent Laporte, Loris Manzana e Mario Prinoth inizieranno i lavori di tracciatura della gara… Ormai l’appuntamento è alle porte!

presentazione – programmi

Deplian manifestazione – 1,3 MB

presentazione tutte le news ROVERETOBOULDER by G. Malfer ROVERETO
BOULDERING WORLD CUP 2006
12/13/14 MAGGIO
Palazzetto dello Sport di Rovereto Via Piomarta, 1
PARASSITI BLOCK
14 MAGGIO
GARA BOULDER APERTA A TUTTI
Palazzetto dello Sport di Rovereto
Via Piomarta, 1
ISCRIZIONI PARASSITI BLOCK BORN TO CLIMB
CONVEGNO SULL’ARRAMPICATA TERAPEUTICA
12 MAGGIO 2006
Auditorium Melotti – Mart – Corso Bettini, Rovereto
Modulo Adesione Convegno [email protected] Net Plan snc – Rovereto tel 0464-433111 / 338-4170957 PORTFOLIO ROVERETOBOULDER by G. Malfer ROVERETO BOULDER WORLD CUP Plasticrock.com Climblock.com ISCRIZIONI PARASSITI BLOCK LINK UTILI Melloblocco.it World Cup Rovereto 2003 World Cup Rovereto 2002 World Cup Rovereto 2001 World Cup Rovereto 2000

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Dry tooling: Mario Prinoth e la Grotta di Campitello

Mario Prinoth libera “Albertina” alla Grotta di Campitello.

Alle porte di Campitello di Fassa c’è una grotta che d’inverno si veste di ghiaccio. E c’è un arrampicatore di Campitello che ne ha fatto il suo campo di gioco tra ghiaccio e roccia. Proprio in questi giorni questo climber ha liberato un suo progetto dal nome dolce.

Mario Prinoth, per “Albertina”, non ha pensato ad un grado, penseranno i ripetitori a questo. Intanto è nato un altro itinerario di dry tooling da interpretare con eleganza. Perché poi è questo che conta di più!

Mario, gran maestro dell’arrampicata in tutte le sue dimensioni, dalla roccia al ghiaccio, dalle gare alle pareti, è uno di poche parole. Arrampica e si diverte, e raramente è apparso in prima persona sulle riviste. L’ha fatto nel diario dell’Alpine Ice Tour… merita di leggerlo.

Diario Alpine Ice Tour di Mario Prinoth


Le vie della Grotta di Campitello

1) Ospiti M 7
2) Progetto
3) Progetto
4) Albertina M Mario
5) Per la Madonna M10

Accesso: dal centro di Campitello proseguire per la val Duron. Lasciate le ultime case dell’abitato, proseguire per circa 700m e prendere il sentiero sulla destra prima dell’acquedotto. Seguendolo si raggiunge una strada forestale che, attraversata, permette già di intravedere la grotta. Proseguendo ancora per circa 300m sulla destra della valletta, si raggiunge la grotta.

Diario Alpine Ice Tour di Mario Prinoth
archivio news Mario Prinoth


nelle foto dall’alto Mario Prinoth libera “Albertina” (arch. E. Marlier); la Grotta di Campitello (arch. Bubu Bole).

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Nuova via sulla Torre Moai, Val Cameraccio

Nell’estate del 2007 Giovanni Ongaro con M. Panizza, A. Pavan, M. Foglino, A. Sommaruga, L. Spennacchi e A. Barbieri hanno completato “Religion rebel” (7c 1pa. 6c obbl.) la nuova via, iniziata nel 2006, sulla Torre, Moai, Val Cameraccio, Gruppo del Masino.

Ampia e solitara la Val Cameraccio nel gruppo del Masino offre, sul suo lato sinistro, le solari e imponenti pareti del Picco Darwin, della Punta meridionale del Cameraccio (più conosciuta come “la botte”), del Rombo delle galassie e infine dell’estetica Torre Moai. Su queste pareti, che hanno uno sviluppo dai 250m ai 500m, sono state salite diverse storiche e ardite vie in un misto di libera e artificiale, mentre per i più coraggiosi non mancano le big-wall con vie in artificiale moderno fino al A4.

Sono poche, invece, le vie di media difficoltà. Forse perché, nonostante queste pareti non siano molto più lontane di altre della Val Masino, la mancanza di punti di appoggio (come rifugi e bivacchi) ha fatto sì che venissero meno frequentate. E’ per questo che la bella Val Cameraccio è rimasta selvaggia,solitaria ed ancor più lontana.

Nell’estate 2001 Giovanni Ongaro ed alcuni compagni decidono di attaccare la verticale parete del Rombo delle galassie, e in più riprese nel 2006 finiscono di tracciare la via ‘Per giovani meteore’ (7c – 6c obbl.) 10 lunghezze che si sviluppano su ottima roccia in una sequenza di placche, fessure e muri verticali.

Ultimamente, poi, tra l’estate del 2006 e quella del 2007 è toccato alla Torre Moai con l’apertura da parte di Giovanni Onagro, insieme a M. Panizza, A. Pavan, M. Foglino, A. Sommaruga, L. Spennacchi e A. Barbieri, di “Religion rebel” (7c 1pa. 6c obbl.). Una nuova via che, con 10 dure lunghezze che si sviluppano su compatte placche e belle ed aeree fessure, raggiunge la cima della torre più estetica della Val Masino.

Vai alla relazione di “Religion rebel” Torre Moai

Vai alla relazione di “Per giovani meteore” Rombo delle galassie

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Valgrisenche, proposte per l’arrampicata

Matteo Giglio presenta tre nuove vie multi-pitch e una falesia che sono andate ad impreziosire il “campo di gioco” della Valgrisenche.

Negli ultimi due anni, la Valgrisenche (Valle d’Aosta) è stata interessata da un’interessante ventata di novità per quanto riguarda l’arrampicata. Già conosciuta ed apprezzata per le sue belle falesie (Gare, Miollet, Reverse, Obliquo…), la Valle si impreziosisce ora di tre nuove vie multi-pitch aperte dalla guida alpina Matteo Giglio e di una bella falesia attrezzata da Salvatore Gagliano e soci. Ma andiamo con ordine.

Valgrisenche: le novità per l’arrampicata
di Matteo Giglio

Falesia “Vieux Quartier”
E’ sempre stata lì, a due passi dalla ferrata Bethaz-Bovard e lungo il bellissimo sentiero che da Valgrisenche conduce al nuovo Rifugio degli Angeli (ex Scavarda). Ma nessuno ci aveva mai pensato. Ora, grazie all’impegno di Salvatore Gagliano e dei suoi amici sono nati poco meno di trenta monotiri, attrezzati impeccabilmente con materiale inox Raumer. La roccia è il solito gneiss della Valgrisenche, ben provvisto di tacche nette, che impone una scalata generalmente tecnica. Le difficoltà spaziano dal 5 all’8a, con qualche progetto più impegnativo ancora da liberare.
Lo schizzo allegato (realizzato sulla base di un disegno di Massimo Bal) è provvisorio. Per vedere il topo definitivo, occorrerà aspettare l’uscita dell’aggiornamento della guida “Mani Nude” (Martini Multimedia Edizioni – www.inalto.com).
Accesso: dal capoluogo di Valgrisenche, seguire il comodo sentiero a tornanti che sale verso il nuovo rifugio degli Angeli. Dopo circa una ventina di minuti, si transita sotto la bella barra rocciosa della falesia. Salendo, si incontrano prima cinque monotiri facili, su una placca appoggiata; per raggiungere la falesia principale occorre camminare ancora 5 minuti.

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Planaval – Vie “La fête du village” e “Le sanglier”
La pulce nell’orecchio mi è stata messa dal local Alexis Vallet che aveva intravisto una possibile via di salita lungo la bastionata rocciosa proprio a ridosso di casa sua, a Planaval. Un binocolo e una buona dose di fortuna hanno fatto il resto… Sì, perché vista da sotto la parete non prometteva nulla di buono! Invece la qualità della roccia è stata una vera rivelazione. Di fatto, nel giorno della festa patronale del villaggio di Planaval (20/08/2006), è nata “La fête du village” (200 m, 6a+ max, 5c obbl.). Grazie all’omogeneità della via, allo scenario in cui si colloca e alle difficoltà abbordabili la via è già stata ripetuta ed apprezzata da molte cordate.
Sull’onda del successo della prima via, è stato più che naturale provare a salire sui muri verticali a sinistra… appena di fianco al cascatone di Planaval. E anche questa volta il risultato è stato positivo: “Le sanglier” (170 m, 6b+ max, 6a obbl.). A detta dei ripetitori quest’ultimo itinerario risulta ancora più bello della prima via, sicuramente più continuo nelle difficoltà e di soddisfazione. Per le info tecniche, vedi topo.

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Contrafforte ovest della Becca di Verconey – Via “Monster”
Diversa è la storia per “Monster”, sul contrafforte occidentale della Becca di Verconey. La nascita di questa via è stata piuttosto travagliata, per vari motivi. La complessa conformazione della parete ha senz’altro contribuito a rendere l’apertura dal basso un vero e proprio rebus. Tratti con roccia molto compatta si alternano a zone più fratturate: la sfida è stata quindi quella di riuscire a tracciare una linea di salita che fosse più sana ed elegante possibile. Il risultato è una via di dodici lunghezze con andamento leggermente obliquo che si articola su roccia da buona a ottima, con solo qualche metro fragile: qui la chiodatura risulta ravvicinata, per non compromettere la sicurezza di progressione. Laddove invece si trovano muri compatti, gli spit possono risultare un poco distanziati con un passo obbligatorio piuttosto severo al decimo tiro. Per le info tecniche, vedi topo.
Al di là delle considerazioni tecniche, vale la pena sottolineare come la via si svolga in un angolo molto selvaggio della Valgrisenche, a circa 2600 metri di quota su un versante poco battuto dalle masse. Ideale nei pomeriggi autunnali, quando la parete rimane illuminata dal sole fino a tardi.

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Info
Matteo Giglio, guida alpina
+39 349 8669772
www.matteogiglio.com
Support: Montura, Grivel, Edelweiss, Scarpa

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Cascate di ghiaccio a Sottoguda, Marmolada, Dolomiti

Una selezione di cascate di ghiaccio ai Serrai di Sottoguda, Marmolada, Dolomiti.

Posti ai piedi della Marmolada, tra il paese di Sottoguda e Malga Ciapela, i Serrai di Sottoguda sono una delle aree dolomitiche più frequentate dagli amanti del ghiaccio. Il breve accesso e la grande abbondanza di cascate rendono quest’ area estremamente interessante per un approccio di tipo “sportivo” al ghiaccio verticale.

Accesso
La gola di Sottoguda è facilmente accessibile. Da Belluno si risale la Val Cordevole passando Agordo, Alleghe e Caprile. Si segue poi la strada per il Passo Fedaia e Malga Ciapela. Si abbandona la strada principale pochi Km prima di Malga Ciapela entrando e attraversando l’abitato di Sottoguda fino al termine della strada proprio all’imbocco del canyon. Si segue la stradina e in pochi minuti si incontrano le prime cascate.

Difficoltà
Le cascate presenti all’interno della gola possono soddisfare la gran parte dei ghiacciatori. Molti itinarari sono attrezzati con spit alle soste e a volte anche lungo i tiri di corda. Le difficoltà variano dal 2 grado fino al 5 superiore, con molte salite di livello medio alto. Le cascate che proponiamo sono le più classiche ed estetiche. Tra queste la più impegnativa è La spada nella roccia; posta proprio sotto il grande ponte della strada che collega Sottoguda a Malga Ciapela.

CASCATA

DIFFICOLTA’

BELLEZZA

Cascata del sole

II/3+

La cascata del sole è una bella linea che nei periodi giusti è bello affrontare al sole. Cascata delle Attraversate

II/4

Cascata frequentata e adatta per l’iniziazione al ghiaccio verticale. Si èarte su placca appoggiata per poi affrontare una candela a sinistra. Salita la colonna si attraversa decisamente a destra per sostare su roccie. Con l’ultima lunghezza ci si incunea fra le rocce superando poi l’ultimo salto fino alla sosta sempre su roccia. Cattedrale di centro

II/4+

La cattedrale si trova sulla destra del canyon: salendo la si riconosce subito per la sua imponenza. Tre sono le linee principali. La Cattedrale di centro offre una salita erticale su inclinazioni mai troppo sostenute e uno stupendo secondo tiro. Cattedrale di destra

II/4

La cattedrale si trova sulla destra del canyon: salendo la si riconosce subito per la sua imponenza. Tre sono le linee principali. La Cattedrale di centro offre una salita erticale su inclinazioni mai troppo sostenute e uno stupendo secondo tiro. Cattedrale di sinistra

II/6

La cattedrale si trova sulla destra del canyon: salendo la si riconosce subito per la sua imponenza. Tre sono le linee principali. La Cattedrale di centro offre una salita erticale su inclinazioni mai troppo sostenute e uno stupendo secondo tiro. Excalibur

II/4+

Click Here: Real bape hoodie Excalibur è indubbiamente la cascata esteticamente più belle della valle. Tre salti strettamente collegati fra loro le danno una linea esemplare, esteticamente perfetta. Caratteristico il siluro del primo tiro che entra nell?acqua… si consiglia di chiodare subito per evitare un bel bagno! La Spada nella Roccia

II/5

La spada nella roccia è una stupenda colonna che nasce da una grotta nella roccia, la prima salita ad opera di Maurizio Gallo negli anni 80 rappresentò un bel salto in avanti per la piolet traction nelle alpi occidentali.

Tentativo di soccorso a Tomaz Humar in Nepal

Un team del Soccorso Alpino Svizzero Air Zermatt si sta recando in Nepal per tentare di aiutare l’alpinista sloveno Tomaz Humar. Secondo le notizie Humar si trova infortunato e da solo a circa 6300m sulla parete nord del Langtang Lirung dall’inizio della settimana e Air Zermatt ha lanciato un appello per essere aiutato a risolvere i problemi sorti con la burocrazia militare nepalese.

Lunedì 9 novembre Tomaz Humar ha telefonato al suo amico e compagno di arrampicata che si trovava in Slovenia (Branco Ivanek ndr) dicendogli di essere infortunato, ma senza dare altri dettagli. Questa è stata la sua prima ed ultima chiamata dalla montagna. Si pensa che Humar si trovi ad una altitudine di circa 6300m, sulla parete sud del Langtang Lirung, una cima alta 7227m nella catena montuosa Langtang nell’ Himalaya nepalese. L’amico di Humar a questo punto ha chiesto un intervento degli elicotteristi altamente qualificati dell’Air Zermatt.

Il team svizzero di soccorso è composto da Robert Andenmatten (pilota soccoritore di Air Zermatt), Bruno Jelk (capo della stazione del soccorso alpino di Zermatt ) e Simon Anthamatten (alpinista di fama mondiale e specialista di soccorsi in montagna). Gerold Biner, il capo pilota di Air Zermatt sta coordinando il soccorso da Zermatt e ha comunicato che "Il nostro team ha lasciato la Svizzera è spera di arrivare a Kathmandu domani (ndr 13/11/2009)."

"La sfida più grande è ottenere un permesso che consenta al nostro pilota di alzarsi in volo con un elicottero nepalese. Purtroppo sembra difficile convincere le autorità locali che i nostri piloti hanno molta esperienza con le "longlines" (eseguiamo 8000 operazioni di volo all’anno – con persone e carichi con una lunghezza fino a 200m). Abbiamo le capacità e le risorse per eseguire missioni di soccorso in quota. Se qualcuno ci può aiutare a convincere le autorità nepalesi, chiediamo che ci contatti. Aiutateci nel tentativo di salvare Tomaz."

Menno Boermanns, Air Zermatt

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Piolet d’Or asiatico al team coreano del Garmush

Novembre 2007. A Seul (Corea) la seconda edizione del Piolet d’or Asia è stata assegnata al team coreano composto da Sim Kwang Sik, Kang Yongsun e Joo MinSu che nel luglio 2007 ha realizzato la prima salita della parete ovest del Garmush (Hindu Kush, Pakistan).

La seconda edizione del Piolet d’Or Asia ha i suoi vincitori: sono i
coreani Sim Kwang Sik, Kang Yongsun e Joo MinSu a vincere la "Piccozza
d’oro versione asiatica" grazie alla prima salita della parete ovest
del Garmush, montagna di 6244m dell’Hindu Kush pakistano che il team ha
salito il 7 luglio scorso in "perfetto stile alpino". Ed è proprio
questo stile che, dalla telegrafica motivazione giunta in redazione,
sembra aver fatto la differenza.

Va detto, inoltre, che questa seconda edizione sembra premiare anche un
alpinismo di "ricerca" su quelle montagne della serie dei
"non Ottomila" che per molti rappresentano la nuova frontiera in
Himalaya e non solo. Il Garmush e la catena dell’Hindu Kush, infatti,
fanno parte di quella lunga lista di montagne e catene (spesso
bellissime) che nascondono ancora delle incognite da esplorare.

D’altra parte il "piccolo" Garmush è stato premiato e ha avuto la
meglio proprio su 3 team nominati per le loro
realizzazioni su altrettante montagne di Ottomila metri. Come la salita
della parete sud del Lhotse Shar (8400m), del 31 maggio scorso, da
parte dei coreani Um Hong Gil, Sung Ho Byun, Sang Hyeon Mo e del
nepalese Pasng Namgyal Sherpa. A cui si aggiunge la prima salita
invernale integrale della parete sud del Lhotse della spedizione
giapponese diretta da Osamu Tanabe ed, infine, la salita della parete
nord del k2, lungo la via dei giapponesi, da parte della cordata kazaka
formata da Denis Urubko e Serguey Samoilov, vincitori con la loro via
nuova sul Manaslu (altro 8000) della prima edizione del Piolet d’or
asiatico.

Dunque da Seul, dove nei giorni scorsi è avvenuta la cerimonia di
premiazione, il segnale sembra giungere forte e chiaro: il futuro
sorride allo stile alpino (e non è una novità) ma anche ai tesori nascosti nelle "piccole" e
semi sconosciute montagne del mondo.

PIOLET d’OR ASIA 2007

Garmush (6244m)
Hindu Kush, Pakistan
parete Ovest
Sim Kwang_Sik, Kwang Yong_Sun, Joo Min-Su – Corea del Sud

scheda Pdf

Lhotse Shar (8400m)
Khumbu, Nepal, Himalaya
Parete Sud
Um Hong Gil, Sung Ho Byun, Sang Hyeon Mo (Kor) Pasng Namgyal Sherpa (Nepal)

scheda Pdf

Lhotse (8547)
Khumbu, Nepal, Himalaya
Parete Sud
Tanabe, Takahiro Yamaguchi (Jpn) e lo Sherpa Pemba Chorten (Nep)

scheda Pdf

K2 (8611m)
Karakorum, Cina
Cresta Nord (via giapponese)
Denis Urubko e Serguey Samoilov

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I limiti dell’arrampicata: il 9a come riscaldamento?

Patxi Usobiaga sale Hades 9a nella falesia Götterwand al secondo tentativo, Adam Ondra chiude der Heilige Graal 9a nello Frankenjura anche lui in due “giri”.

Ebbene sì, il 9a è stato dominato al secondo tentativo. Sicuramente è un innalzamento impressionate del livello dell’arrampicata sportiva. Ma forse quello che è ancora più importante, nelle ultime “gesta” di Usobiaga e Ondra, è che ormai la barriera del 9a a-vista sembra ormai matura per… essere abbattuta.

Il primo a riuscire a salire il 9a in due giri è stato il grande Patxi Usobiaga: l’autore della prima 8c+ a vista è un abituè delle grande performance. Dopo la gara di Coppa del Mondo di Imst, Patxi si era recato nella falesia tirolese di Götterwand. Guidato (pensate un po’) da Adam Ondra, Patxi ha chiuso i conti con Hades 9a, la via test di Andreas Bindhammer, al secondo tentativo. Il climber basco ci ha raccontato che durante il primo tentativo, quello flash, era caduto davvero per un niente, utilizzando un metodo "per i lunghi" suggerito da Adam poi invece scartato pochi minuti dopo in cambio di una piccolissima tacca da stritolare…

Proprio Ondra, invece, il “suggeritore” del goal di Patxi, è il secondo ad aver chiuso un 9a nello spazio di due tentativi. Il weekend scorso il 16enne della reppublica ceca in visita alla sua seconda casa, il Frankenjura, in due giri ha chiuso Der Heilige Gral, il 9a salito da Markus Bock nel 2005.

Beh, che dire… se non che ciò che manca è il primo 9a flash, e ovviamente il primo 9a a vista. Ma, appunto, i tempi son maturi. Quindi: avanti il prossimo

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Campionati del mondo di arrampicata – Qinghai (CHN)

Il 5/07 a Qinghai (CHN) si sono conclusi gli IFSC Climbing World Championships con la vittoria nella specialità Lead di Patxi Usobiaga Lakunza (ESP) e Johanna Ernst AUT. Il titolo mondiale del boulder è andato ai russi Alexey Rubtsov e Yulia Abramchuk mentre il titolo della velocità ai cinesi Qixin Zhong e Cuilian He. Il migliore degli italiani è stato Gabriele Moroni (8° nel Boulder).

La geografia (e l’anagrafe) dell’arrampicata sta cambiando, tra nuovi e vecchi campioni. Forse è questo il verdetto del campionato del mondo appena concluso. Intendiamoci, si tratta solo di una leggera brezza di rinnovamento, un venticello se volete, probabilmente quasi una suggestione visto che arriva dalla lontana provincia di Qinghai, nell’estrema Cina. Ma l’impressione è che qualcosa stia veramente cambiando.

Lead maschile. A dir la verità la vittoria di Patxi Usobiaga nella specialità Lead sembrerebbe subito smentire quest’affermazione. Il “leone” di tante battaglie ha agguantato il titolo di campione del mondo con una zampata da vecchio guerriero conquistando, con l’unico top della finale, quell’oro che ancora gli mancava. Una corsa davvero mondiale la sua. Soprattutto perchè alle sue spalle incombeva l’onda di un fenomeno. Un giovanissimo che di nome fa Adam e di cognome Ondra. Appunto il fenomeno attuale, che non contento di essere il mago che risolve tutto in roccia, alla sua prima gara “senior” con la corda si prende il lusso di chiudere, unico fra tutti, la via di semifinale dei Campionato del mondo, per arrivare poi in finale ad un soffio dal vincitore Usobiaga. E’ solo vice-campione del mondo il 16enne della Repubblica Ceca. Ma è chiaro che è già “l’uomo da battere” e il simbolo stesso della nuova era che è già padrona. Non a caso alle sue spalle riappare proprio l’austriaco David Lama, ovvero quello che tra genio e sregolatezza tre anni fa ha dato il via alla nuova generazione. Lama è 3° grazie ad una rimonta in finale da gran lottatore. Una corsa ad handicap che ha visto per protagonista anche il giapponese Sachi Amma che è 4° davanti a un gruppetto di finalisti “novità” come il fortissimo canadese Sean McColl (5°), l’ucraino Valeriy Kryukov (6°) e il giapponese Tatsumi Nitta (8°). Mentre al 7° posto rispunta il pelo da lupo di Cédric Lachat, come dire che lo svizzero ancora una volta è la sopresa che non ti aspetti. Come del resto forse nessuno si aspettava che Ramón Julian Puigblanque, il campione del mondo uscente, finisse solo 16°. Oppure che precipitasse al 18° posto un protagonista assoluto come Tomás Mrázek. O anche che il vincitore della Coppa del mondo 2008, Jorg Verhoeven, si fermasse solo al 25°, e poi che (in controtendenza) all’11 posto saltasse fuori un campione 38enne come Evgeny Ovchinnikov. Ma tant’è forse tutto sta cambiando. Intanto, in mezzo a questo scossone, registriamo il 21° posto di Flavio Crespi (al suo rientro dopo un lunghissimo stop per infortunio eppure ancora il miglior italiano) ma anche il 9° posto di Manuel Romain, primo atleta francese, a conferma della difficoltà, anche dei transalpini, di ritornare ad essere lo squadrone di sempre.

Lead femminile. A proposito di “squadroni”, la premiata scuola austriaca invece non ha certo di questi problemi. Così nulla arresta la marcia trionfale verso il suo primo titolo iridato Lead dell’incredibile Johanna Ernst. Anche se bisogna dire che è stata una vittoria sul filo di lana. Infatti, a rendere la vita durissima alla stella austriaca ci ha pensato la 20enne coreana Jain Kim, che dopo le belle prove in Coppa del mondo boulder di quest’anno, a Qinghai ha centrato il top della finale Lead insieme alla Ernst. Morale: l’austriaca vince il titolo iridato grazie al miglior risultato in semifinale e (a neanche 17 anni!) conquista l’unico Trofeo che ancora le mancava, mentre la coreana deve accontentarsi dell’argento, unitamente al “titolo” di grande sopresa dei Campionati. Alle loro spalle la slovena Maja Vidmar è terza confermando ancora una volta di essere sempre al vertice. Mentre certo non può essere pienamente soddisfatta Angela Eiter, l’altra regina austriaca, che perde il titolo arrivando solo 5a, superata al 4° posto anche dalla 21enne giapponese Yuka Kobayashi. La francese Caroline Ciavaldini invece è 6a. Ancora un’austriaca, ovvero l’intramontabile Barbara Bacher, è 7a mentre un’altra giapponese chiude la lista delle finaliste all’8° posto. Da segnalare anche il bel, e forse insperato, 9° posto della campionessa del boulder Olga Bibik e il 15° di Jenny Lavarda che ancora una volta è scesa in trincea per difendere, da sola, i colori italiani. Sul versante delle “delusioni”, invece, c’è quella per il 21° e 18° posto delle slovene Natalija Gros e Mina Markovic ma anche il 24° della veterana campionessa belga Muriel Sarkany, argento due fa ai Campionati di Aviles. Anche questo è il segnale che il cambiamento c’è, anche se il Campionato del mondo è sempre una gara imprevedibile…

Boulder maschile. Imprevedibile come il Boulder. Nel toto campionati la vittoria del titolo boulder del 20enne russo Alexey Rubtsov non era certo gettonatissima, anzi già il suo ingresso in finale poteva essere uno scoop. Invece, era del tutto prevedibile l’argento del suo quotatissimo connazionale Rustam Gelmanov, del resto uno dei canditati alla vittoria. Ma forse ciò che stupisce maggiormente è il 5° posto di re Kilian Fischhuber che dopo la vittoria della Coppa Boulder 2009 ancora una volta resta fuori dal podio iridato. Un podio che, ancora a sorpresa, ha visto al 3° posto David Barrans, 27enne britannico al suo primo risultato importante in una competizione mondiale. Insomma, un po’ di stupore c’è. Poi però se vai a vedere i numeri qualcosa capisci. Infatti, tutti e tre gli atleti del podio hanno fatto una gara strepitosa chiudendo tutti i 4 problemi e spareggiandosi sul filo di lana dei tentativi. Così Rubtsov vince l’oro con una gara quasi perfetta in 4 top e 5 tentativi, solo uno in meno di Gelmanov che a sua volta dà due tentativi di distacco a Barrans. Mentre il francese Guillaume Glairon Mondet è 4° con 3 top, separato solo per i tentativi da Fischhuber e dal canadese Sean McColl che accoppia il 6° posto nel boulder con il 5° nella difficoltà (una vera impresa!). Davvero buono anche l’8° posto di Gabriele Moroni che non centra il 3° top per la finale ma che si conferma il miglior italiano davanti ad un grande Christian Core che, nonostante la lunga assenza dalle gare, ha dimostrato con il 10° posto tutta la sua indimenticata classe di campione del mondo. Lucas Preti, invece, dopo un’ottima partenza, deve accontentarsi del 18° posto. Ma alla fine quello che risalta è lo strapotere russo che, nonostante l’assenza del campione uscente Dmitry Sharafutdinov, riesce a centrare non solo il titolo ma anche l’argento.

Boulder femminile. Stessa storia, targata Russia, anche nei blocchi al femminile. Qui è Yulia Abramchuk che sale in cima al mondo. E anche questa una sorpresa. Una bella sorpresa. La 26enne Yulia Abramchuk è senz’altro una veterana delle gare, fisicamente forse una delle più forti in assoluto. Però, da sempre è un’abbonata alle finali e al podio ma quasi mai al gradino più alto. Lo fa adesso cogliendo un titolo mondiale che la ripaga e che non può che far felici tutti perché se lo merita. In una finale strana e difficilisima è stata l’unica a chiudere 2 blocchi. Mentre la già campionessa del mondo, l’ucraina Olga Shalagina, con un solo blocco chiuso è argento, seguita al 3° posto, sempre con un top ma con più tentativi per la zona, dalla campionessa uscente l’austriaca Anna Stöhr che, a sua volta, precede la slovena Mina Markovic ancora per i tentativi di zona ma… della semifinale. La sorpresa più grande però è il 5° posto, con nessun boulder risolto, della grande favorita e già vincitrice della Coppa del mondo 2009 la giapponese Akiyo Noguchi che a sua volta sopravanza, per il numero di tentativi di zona, la russa Anna Galliamova ovvero l’atleta che comandava la classifica dopo la semifinale… Non c’è dubbio dunque che sia stata una gara ben strana anche se chi segue il boulder ormai è abituato a sorprese di ogni tipo.

Speed. Quasi nessuna sopresa invece dalla velocità. Sono ormai un paio d’anni che nella specialità degli sprinter non esiste più il monopolio assoluto degli atleti dell’est Europa. Così, sul terreno di casa, la Cina ha voluto dimostrare quanto ormai sia forte la sua scuola conquistando il titoIo maschile per poi fare un autentico “cappotto” in gara femminile. Il festival cinese comincia con Qixin Zhong che ha bissato il titolo di campione del mondo, già vinto ad Aviles, davanti al kazako Alexandr Nigmatulin (2°) e ai russi Ivan Novikov (3°) e Sergey Abdrakhmanov (4°). E poi contiinua con l’oro femminile conquistato da Cuilian He con il record mondiale (9.04 sec) davanti alle connazionali Cuifang He e Chunhua Li. Lasciando solo il 4° posto alla fuoriclasse polacca Edyta Ropek. Insomma, la Cina ama l’arrampicata in velocità… ma aldilà di questo una cosa è sempre più sicura: l’asse geografico dell’arrampicata mondiale si sta spostando verso nuove frontiere e (speriamo) verso il futuro!

Un futuro che sarà già realtà nei prossimi Campionati Mondiali di Arco! L’appuntamento è per il 2011 proprio nello stadio del Rock Master che ha visto nascere le gare di arrampicata. Da non mancare!

Lead maschile
1 Patxi Usobiaga Lakunza ESP
2 Adam Ondra CZE
3 David Lama AUT
4 Sachi Amma JPN
5 Sean McColl CAN
6 Valeriy Kryukov UKR
7 Cédric Lachat SUI
8 Tatsumi Nitta JPN

Lead femminile
1 Johanna Ernst AUT
2 Jain Kim KOR
3 Maja Vidmar SLO
4 Yuka Kobayashi JPN
5 Angela Eiter AUT
6 Caroline Ciavaldini FRA
7 Barbara Bacher AUT
8 Akiyo Noguchi JPN

Boulder maschile
1 Alexey Rubtsov RUS
2 Rustam Gelmanov RUS
3 David Barrans GBR
4 Guillaume Glairon Mondet FRA
5 Kilian Fischhuber AUT
6 Sean McColl CAN
7 Victor Kozlov RUS
8 Gabriele Moroni ITA

Boulder femminile
1 Yulia Abramchuk RUS
2 Olga Shalagina UKR
3 Anna Stöhr AUT
4 Mina Markovic SLO
5 Akiyo Noguchi JPN
6 Anna Galliamova RUS

Speed maschile
1 Qixin Zhong CHN
2 Alexandr Nigmatulin KAZ
3 Ivan Novikov RUS
4 Sergey Abdrakhmanov RUS

Speed femminile
1 Cuilian He CHN
2 Cuifang He CHN
3 Chunhua Li CHN
4 Edyta Ropek POL

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