Il Rock Junior e l’arrampicata ad Arco in Tv su Disney Channel

Il 16/03/2006 alle 19,45 nella trasmissione Scooter su Disney Channel è in programma la seconda puntata sull’arrampicata girata nel corso del Rock Junior 2005 di Arco, il grande Festival Europeo dedicato all’arrampicata giovanile.

L’arrampicata e il Rock Junior di Arco in TV per la Festa del papà. L’appuntamento è per domani, giovedì 16 marzo alle 19,45, con la trasmissione “Scooter” sul canale satellitare Disney Channel. In programma la seconda puntata (dopo quella del 10/11 scorso) sullo speciale arrampicata girato al Rock Junior di Arco il 18 e 19 giugno 2005, in occasione del grande festival dell’arrampicata giovanile europea.

In studio condurrà Isabella Arrigoni, mentre lo speciale ha come protagonista il conduttore Massimiliano Ossini e i piccoli climbers con i loro genitori che lo hanno accompagnato alla scoperta del mondo dell’arrampicata.

Sarà un’occasione per far scoprire la passione dei ragazzi per l’arrampicata e la bellezza di questo sport. Da non perdere!


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Nella foto: Rock Junior 2005

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Arrampicata: a Fabrizio Droetto e Lisa Benetti la terza prova della Coppa Italia di Campitello

6/08 Terza prova a Campitello di Fassa (TN) della Coppa Italia Difficoltà per Lisa Benetti e Fabrizio Droetto.

Il classico turno in quel di Campitello di Fassa della Coppa Italia Difficoltà lo scorso week end ha visto sugli altari Lisa Benetti e Fabrizio Droetto. Vincitori al termine di una gara che ha giocato le sue chance spettacolari anche con qualche colpo di scena non preventivato, come le “penalità” inflitte ad alcuni atleti di primo piano. Ma andiamo con ordine: Lisa si è conquistata l’oro di questo terzo turno di Coppa con una gara perfetta (senza penalità alcuna verrebbe da dire) ovvero con due top su entrambi i percorsi mentre Fabrizio è sempre stato al comando andando sia nella semifinale che in finale più in alto di tutti.

Non a caso per entrambi la vittoria di Campitello (la prima stagionale per Lisa dopo due secondi posti e la seconda dopo il primo posto di Anthey per Fabrizio) significa anche il primato nella classifica di Coppa. Un comando che se per Droetto è un ribadire la posizione della vigilia per la Benetti è la conquista della testa della corsa scavalcando Jenny Lavarda, peraltro assente a Campitello perchè impegnata nelle tappe cinesi della Coppa del Mondo.

Alle spalle dei due leader della classifica salgono sui gradini del podio Irene Bariani, autrice di una gran bella rimonta che l’ha portata dal 6° posto della semifinale al secondo posto finale davanti ad Angelika Rainer mentre in gara maschile è Roberto Colonetti che fa suo il posto d’onore (ad un soffio da Droetto in finale) mentre Dino Lagni conquista un bronzo che è quasi da giocare al lotto: è il terzo su tre gare di Coppa consecutive e vale al vicentino il… 2° posto in classifica generale.

Sono rimasti fuori dal podio, ma sono stati premiati dalla finale, nell’ordine: Donato Lella (4°), Nicola De Mattia 5° (e primo delle qualificazioni), 6° Davide Zavagnin, 7° Matteo Gambaro, 8° Riccardo Scarian, 9° Luca Giupponi, 10° Luca Passini parimerito con Jacopo Larcher, Alessandro Catalano 12°, Alessandro Cesano 13°, in gara maschile. Mentre tra le donne l’ultimo turno ha visto oltre al podio: Manuela Valsecchi e Claudia Battaglia parimerito al 4° posto, Martina Frigerio sesta, Sara Moranti settima ed Elena Chiappa ottava.

Ma vi dicevamo all’inizio di alcune penalità inflitte. A farne le spese è stata Luisa Iovane che, proprio all’inizio della via di semifinale, lì dove era facile, ha fatto inavvertitamente un fallo di piede (su uno spit); tanto inavvertitamente (ed così ininfluente) che non se ne è nemmeno accorta volando dritta al top prima di scoprire, una volta a terra, che la sua corsa era terminata più in basso di tutte le altre concorrenti. Sorte non molto diversa anche in gara maschile dove, alcuni atleti, tra cui Luca Zardini e Massimo Battaglia, sono usciti (fuori campo) oltre lo spigolo proibito così che la loro prestazione s’è fermata rispettivamente al 25° e 26° posto. Cose da gara. Che succedono in gara cioè. Anche se Zardini (come Battaglia del resto), per questa “disattenzione”, ha perso un po’ di punti in classifica. Ma è ancora terzo e chissà: ci si rivede dopo la pausa del ferragosto il 15 settembre a Sesto Punteria per il quarto turno della Coppa Italia.

Classifica maschile – 3a prova Campitello di Fassa
1 DROETTO Fabrizio S.A.S.P. – Torino
2 COLONETTI Roberto XFIGHTER TEAM – Vicenza
3 LAGNI Bernardino EL MANETON – Vicenza
4 LELLA Donato SPORTICA PINEROLO – Torino
5 DEMATTIA Nicola XFIGHTER TEAM – Vicenza
6 ZAVAGNIN Davide EL MANETON – Vicenza
7 GAMBARO Matteo SPORTICA PINEROLO – Torino
8 SCARIAN Riccardo U.S. PRIMIERO – Trento
9 GIUPPONI Luca G.S. FIAMME ORO
10 PASSINI Luca RAGNI DELLA GRIGNETTA – Lecco
10 LARCHER Jacopo ARCO CLIMBING – Trento
12 CATALANO Alessandro S.A.S.P. – Torino
13 CESANO Alessandro SPORTICA PINEROLO – Torino
14 CORETTI Manuel OLYMPIC ROCK – Trieste
15 COMINOTTI Giacomo TEAM GAMMA – Lecco
16 GIULIBERTI Carlo S.A.S.P. – Torino
17 MAURI Massimiliano TEAM GAMMA – Lecco
18 ADRIANI Daniele EL CAP – L’Aquila
19 BACCHI Diego C.U.S. – Bologna
20 LONGATO David ARCO CLIMBING – Trento
21 BASSIGNANA Lorenzo SPORTICA PINEROLO – Torino
22 DIMARINO Leonardo A.S.P. – Padova
23 FINOTTI Silvano C.U.S. – Bologna
24 MARCOTULLI Paolo ROCK & WALLS – Roma
25 ZARDINI Luca CENTRO CARABINIERI ADD.ALPINO
26 BATTAGLIA Massimo XFIGHTER TEAM – Vicenza
27 LAPORTA Diego C.U.S. – Torino
28 ARIGONI Claudio TEAM GAMMA – Lecco
29 NOLASCO Giuseppe ARRAMPICANDO – Novara
30 HUBER Markus A.V.S. MERANO – Bolzano
31 FOGLIOBONDA Andrea ARRAMPICANDO – Novara
32 MALOSTI Fabio C.U.S. – Torino
33 GARNERO Stefano SPORTICA PINEROLO – Torino
34 BIGGI Alessandro TEAM GAMMA – Lecco
35 MORICHELLI Enrico ECOLE VERTICAL – Roma
36 BORELLI Davide ARRAMPICANDO – Novara
37 MOREI Daniele C.U.S. – Torino
38 LOSS Daniele C.U.S. – Torino
39 CORETTI Mauro OLYMPIC ROCK – Trieste
40 FEDRIGONI Aldo SPORTICA PINEROLO – Torino

Classifica femminile – 3a prova Campitello di Fassa
1 BENETTI Lisa EL MANETON – Vicenza
2 BARIANI Irene B-SIDE -Torino
3 RAINER Angelika A.V.S. MERANO – Bolzano
4 VALSECCHI Manuela TEAM GAMMA – Lecco
4 BATTAGLIA Claudia B-SIDE -Torino
6 FRIGERIO Martina RAGNI DELLA GRIGNETTA – Lecco
7 MORANDI Sara ARCO CLIMBING – Trento
8 CHIAPPA Elena SKANDERE – Cuneo
9 CASTELLI Sandra ARRAMPICANDO – Novara
9 BACER Sara OLYMPIC ROCK – Trieste
9 DELL’ADAMI Rhaetia OLYMPIC ROCK – Trieste
9 MORANDI Jessica ARCO CLIMBING – Trento
13 ROTA Elisa TEAM GAMMA – Lecco
14 RACHEVSKAIA Liza OLYMPIC ROCK – Trieste
15 GIRGENTI Desiré TEAM GAMMA – Lecco
16 STUCCHI Stefania TEAM GAMMA – Lecco
17 IOVANE Luisa C.U.S. – Bologna

classifiche Coppa Italia Lead 2006 su www.federclimb.it

Coppa Italia Lead 2006
terza prova
CAMPITELLO DI FASSA (TN)
5-6 agosto 2006

GIURIA
Stefan Bortoli, Paolo Gervasuti
TRACCIATORI
Loris Manzana e Mario Prinoth
ORGANIZZAZIONE
Val di Fassa Climbing

Nella foto: Fabrizio Droetto al Rock Master 2005 (ph Giulio Malfer)

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Alpin Cup 2007 3a tappa a Rabenstein

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Il 27 e 28 gennaio l’Alpin Cup si svolgerà a Rabenstein (Bz) Val Passiria la terza tappa dell’Alpin Cup, il campionato italiano di arrampicata su ghiaccio.

Sabato 27 e domenica 28 gennaio l’Alpin Cup, il campionato italiano di arrampicata su ghiaccio, fa tappa a Rabenstein (Bz) Val Passiria. Per questa terza tappa del Tour 2007 che riprende le fila del discorso dopo la pausa mondiale di Daone si riparte con Mauro Bubu Bole e Jenny Lavarda. al comando della classifica provvisoria.
Il triestino con due vittorie sulle prime due tappe ha un vantaggio di 69 punti rispetto a Raffaele Mercuriali (2° con un 5° e un 2° posto) e di 90 punti da Florian Riegler (3° con 2 quarti posti). Li seguono Patrik daberto (4°), Mauro Rizzi (5°) e damiano Portinari (6°).
Molto "compressa", invece, la testa della classifica femminile con la neo campionessa mondiale di Ice Boulder che precede con 4 punti di vantaggio Angelika Rainer mentre il distacco da Anna Torretta è di 6 soli punti. Mentre Barbara Zwerger è 4a, con un distacco di 26 punti dalla capolista, Marika Favè è 5a e Silvia Cian è 6a.
PROGRAMMA
Rabenstein (Bz) Val Passiria
27-28 gennaio 2007- 3^ Tappa Alpin Cup
Sabato 27 gennaio
Ore 9.00 Ritrovo presso la struttura e apertura delle iscrizioni
Ore 10.30 Inizio dimostrazione open a seguire, inizio gara
Ore 18.00 Gara di velocitˆ
Ore 20.00 Inizio festa con DJ Fill
Domenica 28 gennaio
Ore 9.00 Raduno atleti
Ore 10.00 Inizio semifinali maschili e femminili
Ore 14.00 Inizio finali maschili e femminili

Per le preiscrizioni scrivere a: [email protected]
Click Here: Fjallraven Kanken Art Mini Blue Fable BackpacksCon l’aiuto del Soccorso alpino di Rabenstein, vicino alla struttura di gara è stato allestito un locale riscaldato dove si potrà mangiare e ascoltare musica.’
Tutta la manifestazione verrà proiettata in un maxischermo all’interno di un igloo davanti alla struttura

Monaco 2005, Campionati del mondo boulder, i finalisti

Il 5/07 a Monaco (GER) si disputano le finali del Campionato del Mondo Boulder. Guidano la classifica provvisoria dopo la prima manche il russo Salavat Rakhmetov e l’ucraina Olha Shalagina. nessun italiano ha passato il primo turno.

Ultimo atto questa sera per i campionati del Mondo di Monaco con le finali del Boulder. Nell’affollatissima qualificazione maschile, tra i 112 boulderisti scesi in campo hanno strappato il biglietto per la finale l’eccezionale Salavat Rakhmetov, che con 6 problemi su 6 risolti (in 9 tentativi) comanda la pattuglia dei 12 finalisti, seguito dalla sorpresa giapponese Keita Mogaki, secondo nella classifica provvisoria con 5 top in 6 tentativi. Con il terzo posto pari merito, e con una zona in meno rispetto a Mogaki, passano il turno anche: il campione europeo Daniel Dulac (FRA), il campione nordeuropeo Nalle Hukkataiv (FIN) e l’incredibile Tomas Mrazek, appena laureatosi campione del mondo della difficoltà qui a Monaco.

La lista dei finalisti continua con l’attuale capolista della Coppa del Mondo Boulder il francese Jérôme Meyer, che ha chiuso 5 blocchi in 7 tentativi, seguito dal connazionale Gérome Pouvreau (5 top in 8 tentativi). Chiudono la lista dei pretendenti al titolo iridato, tutti con 4 top ma divisi dal numero di tentativi: Jorg Verhoeven (NED); Kilian Fischhuber (AUT); Cédric Lachat (SUI); Serik Kazbekov (UKR); Dmitry Sharafutd (RUS).

Niente italiani insomma, non ce l’hanno fatto né Core, 18° con 4 blocchi chiusi in 8 tentativi (si passava con 4 top in 5 tentativi e con 5 zone in 6 tentativi), né Moroni, 20° con 3top in 3 tentativi. Una sorte del resto che hanno dovuto subire anche altri boulderisti titolati, come Andrew Earl (GBR) e Matthias Müller (SUI) terminati al 24° posto pari merito, e Tomasz Oleksy (POL) alla fine 33°.

Non è stata senza sorprese neanche la qualificazione femminile che ha visto in campo ben 79 atlete. La migliore è stata l’ucraina Olha Shalagina che, non paga del 4° posto nella finale per il titolo iridato della difficoltà, con un fantastico percorso netto di 6 top in 6 tentativi ora guida la classifica provvisoria del Boulder. La segue a ruota (con 6 top in 8 tentativi) la spagnola Esther Cruz, altra sorpresa di questa prima manche. Poi, nell’ordine, con 5 top e tentativi diversi si qualificano per la finale: Olga Bibik (RUS), Elizabeth Asher (USA); Anna Stöhr (AUT); Venera Chereshne (RUS); Tatiana Tarassova (RUS); Corinne Theroux (FRA); Yana Chereshne. (RUS); Ja-In Kim (KOR). Con 4 top invece passano in finale: Ioulia Abramtchouk (RUS); Vera Kotasova (CZE); Renata Piszczek (POL).

Grande esclusa dalla corsa per il titolo mondiale la campionessa mondiale uscente nonché capolista della Coppa del Mondo Sandrine Levet che con 4 top 5 tentativi e 6 zone in 8 tentativi (si passava con 4 top in 4 tentativi e 5 zone in 5 tentativi) è 16a ed è fuori dai giochi. Come Natalia Perlova e Juliette Danion prime delle escluse con 14° posto e come Stella Marchisio 18a e migliore delle italiane con 4 blocchi chiusi in 5 tentativi e 4 zone risolte in 5 tentativi.

Tutte le info e la diretta sui campionati sono online con il live streaming.

Finalisti Boulder
1 Salavat Rakhmetov RUS 6t9 6z9
2 Keita Mogaki JPN 5t6 6z6
3 Daniel Dulac FRA 5t6 5z6
3 Nalle Hukkataiv. FIN 5t6 5z6
3 Tomás Mrazek CZE 5t6 5z6
6 Jérôme Meyer FRA 5t7 5z6
7 Gérome Pouvreau FRA 5t8 5z7
8 Jorg Verhoeven NED 4t4 6z6
9 Kilian Fischhuber AUT 4t4 5z7
10 Cédric Lachat SUI 4t4 5z9
11 Serik Kazbekov UKR 4t4 4z4
12 Dmitry Sharafutd. RUS 4t5 5z6

Finaliste Boulder
1 Olha Shalagina UKR 6t6 6z6
2 Esther Cruz ESP 6t8 6z8
3 Olga Bibik RUS 5t5 6z6
4 Elizabeth Asher USA 5t6 6z7
5 Anna Stöhr AUT 5t7 6z7
6 Venera Chereshne. RUS 5t7 5z7
7 Tatiana Tarassova RUS 5t8 6z7
8 Corinne Theroux FRA 5t8 6z9
9 Yana Chereshne. RUS 5t8 5z6
10 Ja-In Kim KOR 5t9 6z10
11 Ioulia Abramtchouk RUS 4t4 6z13
12 Vera Kotasova CZE 4t4 5z5
12 Renata Piszczek POL 4t4 5z5

8th CLIMBING WORLD CHAMPIONSHIPS Monaco Germania 1-5 luglio 2005

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Monaco 2005 – Difficoltà World Cup Lead archivio news Flavio Crespi

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TV 1 – L’alta Via delle Prealpi Trevigiane

Valerio Scarpa presenta l’Alta via delle Prealpi Trevigiane che con uno sviluppo di 120 Km attraversa il Monte Grappa, il Cesen, il Cansiglio e parte del Col Visentin per un trekking tutto da scoprire.

Forse molti neppure lo sanno, ma la provincia di Treviso un po’ di montagne ne ha e neppure poi così poche… Grappa, Cesen, Cansiglio e parte del Visentin infatti appartengono a questa porzione di Nord Est dove non mancano le motivazioni per realizzare un gran bel trekking.

Il Grappa è certamente il simbolo delle sofferenze dei soldati impegnati nella Grande Guerra, ancor oggi assolutamente riconoscibili su di un terreno che mostra ad ogni passo i segni di questa follia, dal Cesen al Visentin sono invece le malghe ed i pascoli il filo conduttore, con lunghi tratti in cui l’isolamento è davvero notevole, infine il Cansiglio, la grande foresta da remo della Serenissima che viene attraversata in una delle sue porzioni più selvagge e suggestive. Vero elemento portante del sentiero è però la lunga successione di verdi creste erbose sospese tra la pianura e le Dolomiti, capace di regalare panorami ed emozioni davvero indimenticabili.

L’Alta Via TV1, con uno sviluppo di oltre 120 km ed un dislivello complessivo di 7.000 metri (di sola salita) si pone come un percorso certamente impegnativo e di soddisfazione. Tecnicamente semplice, offre solo un breve tratto attrezzato (una successione di cavi ed una passerella) per risalire il Gaviol, lo scosceso versante Ovest del Cansiglio che quasi precipita sulla sella del Fadalto.

Diario di Bordo sull’Alta Via delle Prealpi Trevigiane di Valerio Scarpa
31 maggio – 7 giugno 2008 – 125 km, 7.000 mt di dislivello per innamorarsi di un’alta via

Non è facile raccontare una settimana di trekking così bello dopo pochi giorni dalla sua conclusione; troppi sono ancora i ricordi, le sensazioni e le emozioni che ci legano.
Cerchiamo così di fare una breve cronistoria giorno per giorno di questa meravigliosa opportunità che la Provincia di Treviso ha voluto offrire ad un gruppo di trekkers e giornalisti che, accompagnati da una guida alpina e da una guida naturalistica si sono lasciati portare per una settimana dalle verdi creste delle vette della pedemontana trevigiana.

Sabato 31 ore 12.00: ci ritroviamo alla stazione di Treviso e subito restano tutti stupiti da un tipico pranzo veneto a base di spunciotti da gustarsi di fronte al Sile… come al solito Nea non tradisce! Un veloce transfer e siamo a Crespano del Grappa, ove, grazie all’impegno del Servizio Forestale Regionale di Treviso, tutti possono scoprire la meravigliosa vegetazione delle prealpi in quello che è conosciuto come il Giardino Astego. Fioriture, ricostruzioni d’ambienti, profumi ci accolgono e saranno spesso ricordati nei giorni seguenti. Ma è ora di iniziare il cammino, un’ora e mezzo tra castagni secolari e scorci sulle colline asolane ed arriviamo a Borso ove l’accoglienza di Silvia alla Locanda Montegrappa è davvero vivace, capace e curiosa (avete mai assaggiato la torta ai bisi di Borso?)

Domenica 1 ore 7.30: si parte per Cima Grappa, sembra lontanissima, ma le fioriture di Moltkia, i prati di Borso, le creste della Legnarola ci accompagnano e senza troppe difficoltà alle 13.00 attraversiamo orgogliosi l’Ossario. Dopo il meritato pranzo al rifugio Bassano entriamo nel cuore della montagna per scoprire la Galleria Vittorio Emanuele, ma è quando lo sguardo si perde verso l’Ortigara, i Lagorai, Cima d’Asta che assaporiamo appieno di ciò che stiamo vivendo. Accogliente ed appagante il Forcelletto, un grazioso alberghetto affacciato sulla bellissima conca delle Bocchette ci offre una meritata notte di sonno.

Lunedì 2 ore 7.30: ci regaliamo una variante attraverso i meravigliosi boschi di abete bianco che risalgono la valle dei Lebi. Qui la perfezione dell’ambiente, il volo del picchio ed il profumo della resina stridono con i profondi segni lasciati dalla follia della Grande Guerra. Arriviamo ad affacciarci sulla valle delle Mure quando la luce è ancora quella nitida del mattino e la sensazione è bellissima. Una veloce discesa per iniziare le Meatte, ardito, incredibile percorso scavato dai soldati italiani durante la guerra per raggiungere in modo sicuro la prima linea (sicuro dal fuoco nemico, ma non certo da pietre e valanghe…) Passaggi aerei e scorci decisamente verticali ci depositano a malga Archeset, ove Morlacco, soppressa, pancetta e vino rimettono a nuovo gambe e spirito. Velocemente raggiungiamo Cima Pallon ove è evidente l’incredibile legame degli alpini verso i luoghi in cui la sofferenza e la morte hanno permesso all’orgoglio nazionale di farsi strada nei cuori di un popolo altrimenti votato a piccoli orti e campanili. E poi il Tomba, la Monfenera, la pioggia, la grandine e, finalmente l’arrivo alla fine della tappa.

Martedì 3 ore 7.30: ci aspettano alle 11.00 (circa) alle Pianezze, quindi zaino in spalla e via! Le previsioni danno pioggia, invece risaliamo i prati del Balcon accompagnati dal canto dei grilli… e da gocciolone di sudore! Alle Pianezze arriviamo con mezz’ora di ritardo, ma siamo stati comunque bravissimi, siamo una quindicina e non tutti, giustamente, con lo stesso passo e poi, chissà perchè, dobbiamo affrontare ancora il Giaron, così i locali chiamano la linea verticale che, risalendo una distesa di pezzi di biancone, la tipica roccia delle nostre prealpi, raggiunge senza indugi Barbaria. Da lì ancora un pezzetto di asfalto in quota ed in meno di un’ora siamo a Malga Mariech, ove ci aspettano per un momento a dir poco gustoso. Il Vice Presidente della Provincia regala parole fiduciose per il futuro di quest’alta via che sta entusiasmandoci tutti, mentre spetta ad un coinvolgente Sergio Grasso il compito di accompagnarci tra gusti, profumi ed aneddoti dei nostri pascoli; mai un pranzo a base di formaggi è stato così curioso e divertente. Dopo pranzo, salutati tutti i presenti, ci regaliamo una solitaria passeggiata su cresta tra le più belle della settimana, fino al meritato arrivo al rifugio Posa Puner, ove troviamo ad accoglierci Giacomo, gestore di una simpatia davvero scoppiettante con cui, ad un certo punto, smettiamo di contare il numero delle birre per gustarcele e basta! Favolosa la cena, la compagnia e le stelle, anche se in agguato si cela la nostra ultima compagna di viaggio: la pioggia!

Mercoledì 4 ore 7.30: dopo un diluvio mattutino davvero notevole, una finestra di tregua ci costringe ad assumerci le nostre responsabilità, così sfilano velocemente sotto i nostri scarponi (ma anche sotto nuvoloni sempre più minacciosi) malga Salvedella e Mont, mentre, arrivati a malga Canidi, è davvero il caso di fermarsi. Piove ed è quindi il momento ideale per assistere alle prime fasi di trasformazione del latte in formaggio… Alcuni di noi debbono tornare a valle e l’appuntamento con il minibus è per le 12.30, così, sotto l’acqua, si scende a Praderadego. Vin e Pit ci prepara una carbonara indispensabile per ridare animo dopo i saluti che, inevitabilmente, portano un po’ di tristezza. Nel pomeriggio superiamo il Col de Moi, il bivacco dei Loff e scendiamo a passo San Boldo, ove è ad attenderci il pulmino con una destinazione davvero inconsueta per un trekking: Castelbrando. Infangati, sudati e bagnati entrare in questo incredibile castello ci ha inizialmente intimorito, ma la gentilezza dell’accoglienza, il comfort e le fantastiche birre in caraffa hanno aiutato a sciogliere ogni inibizione.

Giovedì 5 ore 7.30: piove davvero a dirotto; saliamo sul minibus per tornare al San Boldo, siamo tutti convinti di fare compagnia alla signora del bar che invece ha deciso di tardare l’ora di apertura, così, tanto per cambiare, ci rimettiamo sulla retta via! E mai termine fu più esatto, visto che in un’ora raggiungiamo la vetta del Cimone e, in una nebbia umida ed avvolgente ci avviamo alla volta del Pian de le Femene. I locali chiusi ci costringono ad una sosta velocissima per non prendere troppo freddo, così, in tarda mattinata, iniziamo a salire le creste del Visentin. Il percorso fino a Forcella Zoppei è davvero unico, solitario, lontano, quasi antico, ricorda molto situazioni norvegesi già vissute alle isole Lofoten. Nel primo pomeriggio siamo in vetta al Col Visentin, ove, data la giornata, non pensavano davvero di vederci. E invece si accorgono subito che ci siamo: è il pomeriggio del continuo squillo del cellulare, dei favolosi thè al rum e dell’indimenticabile grigliata che polverizziamo con la giusta soddisfazione dei gestori.

Venerdì 6 ore 7.30: … piove! Ed oggi ci aspetta un vero giornatone. Scendere dal Visentin sembra facile, ma la pioggia, qualche cartello di troppo e qualche altro di troppo poco, ci vedono costretti risalire la china della montagna per circa mezz’ora, fino a quando il potente bramito di un cervo ci accoglie sulla giusta traccia. A pranzo raggiungiamo Sella Fadalto, ove l’omonimo locale regala a tutti sorriso e pancia piena, ma non c’è tempo da perdere pioggia e Gaviol ci attendono. La salita al Cansiglio se ne va ritmica e silenziosa, rotta solo dall’emozione dei passaggi attrezzati che riportano all’attenzione le nostre menti che ormai vagavano serene chissà dove. Raggiunta Malga Prese, in Cansiglio, verso le 17, è un cartello, che con tutta la sua onestà mette tutti alla prova: rifugio Vittorio Veneto ore 2.20! Fortunatamente è un bosco da favola quello che ci accompagna fino alla cresta del Pizzoc da dove il rifugio è davvero a portata di mano. Il tempo si rasserena, è l’ultima sera e grazie anche all’indimenticabile ospitalità del rifugio, non andiamo a letto prima dell’una di notte, dopo aver bevuto, cantato e mangiato a più non posso!

Sabato 7 ore 7.30: basta scendere! Se trovo chi l’ha detto … La discesa dal Pizzoc, seppur finalmente accompagnata dal sole (ma non crediate, arrivati a Vittorio si è messo a piovere!) è sempre lunga. Non bastano gli asfodeli, il panorama, il volo del gheppio o la fuga di un ramarro ad alleggerire il nostro passo. Quando arriviamo a Santa Augusta siamo stanchi, ma davvero, onestamente, emozionati e felici. Sulla lunga scalinata che ci deposita a Serravalle si fanno progetti per nuove camminate insieme, si sognano pranzi e spiagge assolate, ma su tutto si ripercorrono i giorni trascorsi insieme, vissuti tutti, fino all’ultimo, in modo completo, intenso e gioioso. L’Alta Via delle Prealpi Trevigiane, c’è, lo abbiamo dimostrato ed è bella, impegnativa, particolare, ma, soprattutto, è lì, ogni mattina, fuori dalle nostre finestre e sarebbe davvero un peccato non approfittarne!

Valerio Scarpa
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Rock Junior 2009 – aperte le iscrizioni online

Aperte le iscrizioni al Rock Junior che si terrà sabato 6 e domenica 7 Giugno 2009 ad Arco, Lago di Garda.

Sono ora aperte le iscrizioni al Rock Junior 2009, il più grande festival mondiale dedicato a tutti i giovanissimi, dai 5 ai 13 anni, che si terrà sabato 6 e domenica 7 Giugno 2009 ad Arco, Lago di Garda.

Insieme ai loro genitori i bambini potranno avvicinarsi in piena sicurezza al gioco-arrampicata, ma anche conoscere la splendida natura della cittadina trentina del Lago di Garda, attraverso il Play & Climb, il Climbing Campus, il Family Rock e la Coppa Under 14.

Seguite questo link per scoprire tutto sul Rock Junior 2009 e iscrivervi a queste giornate.

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Sass da Putia: La mia preghiera, nuova via per Tondini e Segato

Il 6 settembre 2005, Nicola Tondini e Dario Segato (Guide alpinie della scuola XMountain) hanno completato l’apertura (e liberato) “La mia preghiera”, nuova via sulla parete Nord Sass da Putia, Puez-Odle, Dolomiti.

Altra nuova via per Nicola Tondini e Dario Segato (Guide alpinie della scuola XMountain) che hanno aperto (e liberato) “La mia preghiera” sulla parete Nord Sass da Putia, Puez-Odle. Un itinerario di 650 metri definito da Nicola Tondini “alpinistico” che in 14 lunghezze supera la grande parete nord sulla compatte placche a sinistra e a destra della via Messner.

LA MIA PREGHIERA (MEIN GEBET)
parete Nord del Sass da Putia, Puez-Odle
di Nicola Tondini e Dario Segato

LA VIA “Il Sass da Putia presenta verso Nord un’imponente parete, dove Messner tracciò negli anni settanta una complessa via che andava ad unirne i punti più deboli. La via ‘La mia preghiera’ sale nei primi 4 tiri le placche più compatte a destra e a sinistra del tracciato di Messner. Le difficoltà non sono elevate (max.VI+) ma richiedono abitudine ad arrampicare con protezioni molto distanti (è molto difficile aggiungere altro oltre ai chiodi da noi lasciati; solo qualche tricam o freends). Il 5° tiro abbandona le placche per puntare diritto ad un suggestivo diedro strapiombante (VIII+). Un facile tiro di IV, poi, raccorda questa prima parte alla successiva che si snoda tra gli strapiombi centrali della parete (che la via Messner evita lasciandoli alla sua sinistra).

La roccia qui è grigia e compattissima e i tre tiri sopra la grigia placca del 7° tiro (VII-) sono complessi e sostenuti (IX-, VII, VIII-). Gli ultimi quattro tiri sono sempre su roccia bella ma decisamente più facili. La via è da considerarsi prettamente alpinistica. Tasselli inox sono presenti solo sulle soste, più uno sul 4° tiro (messo in un tratto facile, non sulla sezione di IV+) e due sul tiro chiave di IX-. Attenzione che anche qui i due tasselli sono dopo i due passaggi chiave che valgono da soli un VIII- e un VIII+. I due passaggi si riescono a proteggere con tricam. Per il 10° tiro utili microfreends per proteggere il passaggio chiave, il chiodo da noi lasciato è alla fine del tratto duro.

LA CRONACA Forse dovremo chiamarla… la storia infinita… Siamo alla fine dell’estate, allenati, e come nel 2000 e nel 2003 siamo sotto la parete Nord del Sass da Putia. Questa volta, almeno, fa meno freddo di due anni fa (al passo quel 4 settembre c’era -1 alle 8h di mattina). Il 26 agosto 2000 in giornata io e Dario arrivammo a concludere i primi 10 tiri della via. Alle 20 e 30 Dario era con me in sosta. La luce dell’imbrunire non ci fece intuire che da lì con un facile traverso verso destra si riusciva a risalire con un tratto di V° l’ennesima fascia strapiombante che si presentava ai nostri occhi. Decidemmo allora di scendere e con raccambolesche doppie rimettemmo i piedi alle base della parete a notte fonda.

Passarono però tre estati prima di risentirci in forma e pronti per riaffrontare la via e il suo tiro chiave (l’ottavo) da liberare (IX-). In apertura oltre ad un po’ di resting avevo piazzato un bel volo su tricam nella sezione chiave. I due tasselli messi per proteggere il tiro li avevo posizionati sempre dopo i movimenti duri, che quindi risultavano anche psicologicamente impegnativi. Anche del nono (VII) e del decimo (VIII-) tiro avevamo brutti ricordi. Il primo dei due fatto da Dario a vista con soli 2 chiodi e un paio di freends e l’altro protetto da microfreends su un diedro aperto e strapiombante con poi un lungo traverso per riuscire a trovare un varco sul successivo strapiombo. Il 4 settembre 2003 percorremmo la parte bassa della via Messner e ci agganciammo al 7° tiro della nostra via.

Ci accorgemmo da subito che nel frattempo un’altra nuova via solcava la parete e sembrava dirigersi proprio verso il nostro tiro chiave. Con sorpresa e sconforto trovammo il nostro ottavo tiro con 2 tasselli da 12mm in più (proprio dove mi ero protetto con i tricam) e chiodi aggiuntivi. Anche il nono tiro aveva ora una chiodatura più abbondante (6 chiodi), poi fortunatamente questa nuova linea piegava a sinistra. Facemmo tutto in libera e finimmo la nostra via con 4 tiri (V, IV+,IV,III).

Eravamo arrabbiati, ma fortunatamente nelle settimane successive Oswald Celva mi venne in aiuto, facendosi da tramite con Sepp Volgger, l’autore della nuova via aperta. A Settembre 2004, Oswald mi chiamò e mi disse che Sepp, come promesso, aveva tolto le protezioni aggiunte sul mio tiro e aveva creato un nuovo tiro più a destra. Ora toccava nuovamente a noi riprovare la nostra via con la chiodatura originale. Ed eccoci al 6 Settembre di quest’anno… avevo maturato e condiviso con Dario l’idea di ritracciare la parte bassa della nostra via che inizialmente era molto discontinua.

Così siamo partiti con il duplice obiettivo della libera integrale della via e dell’apertura di 2 tiri nuovi (il secondo e il quinto), che in effetti danno ora alla via ‘La mia preghiera’ una linea molto più sostenuta e più bella. Il secondo tiro è sulla compatta placca nera che rimane a destra del diedro del secondo tiro della Messner: un bel VI+ difficilissimo da chiodare (le quasi due ore perse per questo tiro sono servite per trovare dove piantare 3 chiodi). Il 5° tiro abbandona la placconata e punta diritto ad un diedrino strapiombante. Riesco a salire la prima parte del tiro (direi un buon VII+/VIII-) a vista fino all’inizio della fessurina del diedro dove si riesce a riposare discretamente. Lì con qualche resting posiziono 4 buoni chiodi, mi faccio ricalare al riposo e riparto in libera con i rinvii già posizionati. Superato il tratto strapiombante avviso Dario che il duro è fatto… ma il ristabilimento che mi aspetta mi fa pentire di aver parlato così presto!

Senza fare resting riesco a mettere un ulteriore chiodo per proteggere i prossimi metri tutt’altro che banali. Terminato questo tiro, con un facile tratto di IV in comune con la Messner arriviamo sotto la parte centrale della via. Tutto fila liscio e in libera riusciamo ad arrivare sotto l’ultimo tiro duro. Ricordavo che una tacchetta risolveva il passaggio chiave dato di VIII-, ma la trovo bagnata e scivolosissima. Recupero tutte le ultime energie per non fare un resting e riesco ad inventarmi un altro modo per passare, anche se più duro.

Alle 20 e 30 siamo in cima. Ripensiamo alla via appena salita e siamo convinti che è venuta fuori una salita realmente impegnativa in un ambiente e una parete severa. Il posizionamento del tricam 1,5 sul tratto chiave necessita sicuramente una buona padronanza del grado 7b+. Confrontando questa nostra salita con la via ‘Moulin Rouge’ ripetuta da me quest’inverno e da Dario quest’estate, direi che come continuità di tiri e difficoltà si equivalgono. ‘La mia preghiera’ ha tratti però più obbligatori e necessita di essere integrata maggiormente con tricam e freends. Per chi ha il livello, è comunque una via che regalerà sicuramente emozioni.

Nicola e Dario (Guide Alpine – XMountain)

Scheda Via “LA MIA PREGHIERA (MEIN GEBET)”
Sass da Putia – parete Nord, Gruppo Puez-Odle
Prima salita: Nicola Tondini e Dario Segato 26 agosto 2000 – 4 settembre 2003 – 6 settembre 2005.
Prima libera: Nicola Tondini e Dario Segato
Sviluppo: 615m
Difficoltà: max. IX- (7b+), R3 (R4 nei primi 4 tiri), Impegno ambiente IV, (EX)
Lunghezze: 14 tiri (VI, VI+, VI-, VI+, VIII+, IV, VII, IX-, VII, VIII-, V, IV+, IV, III)
Materiale
: TCU, friends (fino al 3 camelot), tricam, cordini, 2 corde da 60m
Accesso:
Dal passo delle Erbe prima imboccando una stradina sterrata in direzione Sud, poi, abbandonato il sentiero, per prati si raggiunge la base di un ghiaione che si segue fino al punto più alto dove termina contro la parete Nord. La via attacca a sinistra della via Messner (parte in un diedro) e a destra della via ‘Hans Guck in die Luft’ (parte in un diedro camino) sulla placca delimitata dalle due vie. Chiodo all’attacco.
Discesa: A piedi dalla cima (la discesa in doppia risulta difficoltosa)

Note:
(1): fix = tasselli Raumer inox da 8mm.
(2): i primi 10 tiri sono stati aperti in giornata il 26/08/00; il 2° e il 5° tiro erano di raccordo e pressoché coincidenti con la ‘Messner’.  Il 5°, l’8° e il 10° tiro sono stati aperti con dei resting. La via è stata liberata e terminata il 4/09/03 anche se l’8° e il 9° tiro presentavano chiodatura (anche spit) aggiuntivi. Il 6/09/05 sono stati aggiunti il 2° e il 5° tiro (aperto con resting e poi liberato) ed è stato ripercorso l’8° tiro senza gli spit aggiunti dalla via ‘Volgger’, che ora ha un tiro autonomo parallelo al nostro.
(3) Tasselli da 12 artigianali aggiunti alle soste del 7°, 8° e 9° tiro sono della via di ‘Volgger & C.’ che passa appena a destra della nostra fino all’8° tiro, ha il 9° in comune con la nostra e poi sale a sinistra rispetto al tracciato del nostro 10° tiro.

Portfolio news Nicola Tondini
www.xmountain.it

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Charlie Fowler scomparso sul Monte Genyen in Cina

Il 27 dicembre 2006, il corpo senza vita dell’alpinista americano Charlie Fowler è stato rinvenuto a circa 5.300 metri alle pendici del Monte Genyen, in Sichuan, Cina.

Charlie Fowler Christine Boskoff

Il 27 dicembre 2006, il corpo senza vita dell’alpinista americano Charlie Fowler è stato rinvenuto a circa 5.300 metri alle pendici del Monte Genyen, in Sichuan, Cina.

Fowler, che si trovava in Cina assieme a Christine Boskoff per una serie di salite, sembra essere rimasto vittima di una valanga. Ancora dispersa l’alpinista americana, anche se ovviamente le probabilità che anch’essa sia rimasta sepolta dalla stessa salvina sono molto elevate.

I due risultavano dispersi fin dai primi di dicembre. Il corpo di Fowler è stato trasportato al monastero di Lengu in attesa del rimaptrio, mentre le ricerche della Boskoff sono state sospese per il cattivo tempo e verranno probabilmente riprese solo a primavera.

Christine Boskoff e Charlie Fowler erano due tra i più forti e conosciuti alpinisti del mondo. L’amricana era subentrata a Scott Fischer nelle proprietà di Mountain Madness dopo la sua tragica morte nella tempesta del 1996 all’Everest. Fowler, che era Guida UIAGM e lavorava per M.M., aveva una lunga esperienza di guida oltre ad essere un ottimo fotografo e giornalista.


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Cristina Gravina e Alessandra Pescosta in telemark e snowboard sul Vallone Antermoia

1/04 Cristina Gravina e Alessandra Pescosta dell’Associazione “Dolomites Freeriders Alta Badia hanno disceso dalla Marmolada il Vallone d’Antermoia rispettivamente in Sci Telemark e Snowboard compiendo probabilmente la “prima discesa” nelle rispettive specialità.






Sabato 1 aprile Cristina Gravina (ex atleta di Coppa del Mondo Ski/discesa e Maestra di Sci di Corvara) e Alessandra Pescosta (ex atleta di Coppa del Mondo Snowboard/Freestyle e Maestra di Snowboard di Corvara) hanno disceso dalla Marmolada il Vallone d’Antermoia rispettivamente in Sci Telemark e Snowboard compiendo probabilmente la “prima discesa” nelle rispettive specialità.

Come riportato dalla guida “Le nevi delle Dolomiti (di M. Gallo, ed Cierre, ’93) si tratta di una discesa aperta da Tone Valeruz difficile e poco ripetuta che non lascia spazio ad errori di sciata e scelta del percorso.

Cristina Gravina e Alessandra Pescosta sono scese senza nessun problema in tarda mattinata, quando le condizioni della neve erano di “ottimo firn”. Solo Alessandra (snowboard) ha dovuto “arrampicarsi” per qualche metro lungo il traverso che collega il vallone vero e proprio alla parte bassa della discesa. Sempre Alessandra Pescosta si era “riscaldata” due giorni prima scendendo in pochi minuti il Canale Nord (50°) di Forcella Staunies nel gruppo del Cristallo.

Le pendenze della discesa raggiungono i 45° e nell’ultima parte si scia sul bordo di altissime pareti rocciose dove non bisogna assolutamente fare errori. Sia Alessandra Pescosta che Cristina Gravina fanno parte dell’Associazione “Dolomites Freeriders Alta Badia.

portfolio


Foto: Cristina Gravina (in alto) e Alessandra Pescosta in azione sul Vallone Antermoia (Marmolada) – arch. Dolomites Freeriders Alta Badia

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Arrampicata del futuro: Ondra sale l’8c+ di Alien Carnage

Adam Ondra, il dodicenne climber della Repubblica Ceca, ha salito in 4 tentativi la diffcile Alien Carnage a Castillon (Francia).

Adam Ondra continua a creare nuovi standard sia per se stesso, sia per tutto il movimento del new power generation. L’ultima sua realizzazione ne è la prova. Durante le sue vacanze di natale, infatti, il 12enne ceco si è recato i Francia, a Castillon, con i suoi genitori e ha salito ‘Alien Carnage’ al quarto tentativo. Il grado di questi 40 movimenti? 8c+!

Alien Carnage è (ovviamente) il primo 8c+ per Adam, ma di recente il ragazzino prodigio dell’arrampicata ha salito una lista infinita di vie, sia rotpunkt sia a vista, in tutta Europa, inclusa “Mascherina 8c” nella Grotta dell’Aeronauta a Sperlonga.

Resta da dire poi che la sua performance a-vista sull’8b di “Neun Leben” nel Frankenjura (Germania) è stata talmente impressionante da essere riconosciuta, dalla Club Alpino Ceco, come la “Migliore Salita del 2005”. Un riconoscumento che Adam condivide con il suo connazionale e campione del mondo Tomas Mrazek per la sua a-vista di Pata Negra (8c), a Rodellar in Spagna, che ha meritato la citazione di “Miglior Salita 2005 con lode”.

L’8c+ di Alien Carnage fu salito per la prima volta nel 1999 dal tedesco Christian Bindhammer, ed è stata ripetuto da alcuni top climber, incluso Dai Koyamada, Yuji Hirayama e i nostri Severino Scassa e Cristian Brenna.

INFO Archivio news Ondra Archivio news Castillon www.nice-climb.com www.czechclimbing.com

Adam Ondra su Alien Carnage 8c+
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